Uso dei media da parte degli allievi delle scuole speciali. La situazione in Svizzera e nel cantone Ticino

Hättich, Achim and Zanchin, Laura and Geronimi, Elisa and Mainardi, Michele (2020) Uso dei media da parte degli allievi delle scuole speciali. La situazione in Svizzera e nel cantone Ticino. Centro competenze bisogni educativi, scuola e società (BESS), Locarno. ISBN 978-88-85585-35-5

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Abstract

L’indagine MUSE (Hättich, 2019), di cui questo documento presenta una sintesi ragionata e commentata, estende e completa – con i dati degli allievi che seguono una scolarità speciale per l’anno scolastico 2018/2019 – lo studio JAMES (Jugend, Aktivitäten, Medien-Erhebung Schweiz) diretto da Süss e Waller, che dal 2010 re- gistra regolarmente il comportamento di ragazzi e giovani dai 12 ai 19 anni di fronte ai media. Lo studio ha utilizzato una versione del questionario originale dello studio JAMES adattata alla popolazione coinvolta e ha interessato 48 classi speciali in 17 cantoni della Svizzera per un totale di 351 allievi: 147 della Sviz- zera germanofona, 138 della Romandia e 66 del cantone Ticino. A livello generale e nazionale, l’uso dei media da parte dei ragazzi e degli adolescenti presenti nelle classi spe- ciali è paragonabile, sia nella fruizione che nelle preferenze, a quello dei loro coetanei. Tuttavia, la frequenza della problematicità dell’uso dei media – ossia di una fruizione associata a fenomeni di cyberbullismo3, di cy- bergrooming4 e di marcata dipendenza da Internet – è talvolta più elevata all’interno del campione degli allievi considerati che presso altri ragazzi e giovani in età scolastica. Lo spazio della rete internet può moltiplicare le occasioni e amplificare la portata di azioni moralmente e legalmente perseguibili se fossero prodotte alla luce del sole quali cyberbullismo, grooming e sexting5. Prestare attenzione alle azioni e all’esposizione personale implicate dalla rete per chi non è in grado di tutelarsi e alla pervasività delle possibilità d’azione di chi se ne approfitta è una delle prime ragioni d’interesse del presente studio.

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