Essere con - Studio fenomenologico sull'assistenza infermieristica in riabilitazione (Curatela)

Marsaglia, Caterina and Prandi, Cesarina and O'Reiilly, Luise (2010) Essere con - Studio fenomenologico sull'assistenza infermieristica in riabilitazione (Curatela). UNSPECIFIED. Edizioni medico scientifiche, Torino - Italy.

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Abstract

Un libro dal titolo “Essere con” potrebbe evocare differenti scenari di contenuto: un testo di filosofia, uno scritto di scienze umane, la presentazione di una teoria relazionale e altro ancora. Si tratta di un libro che intende offrirsi ai lettori italiani siano essi professionisti della salute, che studiosi nell’ambito della cura. Un testo che nasce in Canada, come espressione di un lavoro di tesi, un lavoro meticoloso di ricerca e in effetti di produzione di nuova conoscenza. L’autrice è un’infermiera che lavora in ambito accademico e conclude con questo lavoro il suo percorso di Formazione Magistrale (così diremmo in Italia). Nella scelta di produrre una pubblicazione simile in Italia, risiede la convinzione del suo significato importante per chi si occupa di “cura”, di “prendersi cura” e di “aver cura” di incontrare stimoli ed esempi per acquisire conoscenze concrete relative a studi che possono essere condotti in relazione al proprio ambito di competenza (infermieristica in questo specifico caso). Le caratteristiche peculiari dell’impostazione di questa pubblicazione sono da ricercarsi nella: • rigorosità metodologica con cui è stato condotto il lavoro di ricerca; • generosa argomentazione dei presupposti e delle scelte operate durante lo studio; • precisa e puntuale ricerca di fonti di ricerca nel settore del tema scelto che potessero descrivere lo scenario dello stato dell’arte prima dell’avvio dello studio; • coerenza fra il piano teorico e il piano pratico della conduzione dello studio. Lo scenario assistenziale che si delinea è quello relativo a Infermieri, come professionisti che sono implicati sistematicamente in lavori di caring, inteso come un lavoro riflessivo e premessa al miglioramento continuo delle risposte assistenziali. La persona assistita risulta essere al centro dell’attenzione professionale che assume questa posizione come impegno preciso del lavoro di assistenza. Essere con è un libro dove si incontra concretamente un esempio di come si possa“aiutare gli altri, proteggerli, contribuire a conservare il loro ben-essere, soddisfare i loro bisogni essenziale, cioè fare lavoro di cura, [che] genera in chi lo fa un senso di realizzazione perché si agisce là dove è in gioco l’essenziale (L. Mortari, 2006). Troppo spesso infatti accade che “proprio laddove la sofferenza avrebbe maggiormente bisogno di dare e ricevere conforto, ci sia il vuoto di sapere e di competenze”. (V. Iori, 2002) La scelta del titolo Essere con, necessita di essere spiegata. L’evocazione del titolo conduce il lettore dentro a un contesto di vicinanza, di prossimità e contiguità fra persone, tipicamente caratterizzante il contesto di cura dei malati. Nella formazione accademica i professionisti della salute, gli infermieri in questo caso, non godono di una formazione anche filosofica, di forte approccio umanistico. La pratica medica (della medicina•) ippocratica è legata indissolubilmente all’esperienza e alla situazione del singolo malato, che il medico (infermiere•) deve saper comprendere nella sua unicità, interezza e complessità . La pratica di oggi si sposta ancora verso l’asse della conoscenza dei fenomeni biologici, collegabili alla malattia come oggetto separato dalla persona che la vive, sviluppando forme di “un nuovo illuminismo”( Gadamer). L'assistenza infermieristica o nursing è una disciplina focalizzata nell'assistere e prendersi cura degli individui, le famiglie e le comunità per ottenere, riottenere e mantenere salute e funzionalità ottimali. "Funzione specifica dell'infermiere è quella di assistere l'individuo, sano o malato, per aiutarlo a compiere tutti quegli atti tendenti al mantenimento della salute o della guarigione (o prepararlo a morte serena) –atti che compirebbe da solo se disponesse della sua forza, della volontà, o delle cognizioni necessarie- e di favorire la sua partecipazione attiva in modo da aiutarlo a riconquistare il più rapidamente possibile la propria indipendenza” (Virginia Henderson). Di fatto la pratica infermieristica è legata ancora più all’esperienza del singolo individuo, perché si occupa dei suoi bisogni, e quindi di forme di rappresentazione d significati che il singolo attribuisce alla situazione di necessità per sé. Nel tentativo di costruire un corpus di conoscenze evidence based, per fondare il core della professione non più basata sulla consuetudine bensì consolidando le basi scientifiche, rischia anch’essa di mettere da parte l’aspetto olistico.

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