Praticare modelli contestuali di cura interprofessionale: il processo di preparazione degli studenti delle professioni sanitarie alla collaborazione interprofessionale.

Bianchi, Monica (2017) Praticare modelli contestuali di cura interprofessionale: il processo di preparazione degli studenti delle professioni sanitarie alla collaborazione interprofessionale. UNSPECIFIED. PhD thesis, Univeristà degli studi di Genova.

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Abstract

BACKGROUND: Negli ultimi decenni, la promozione dell’educazione interprofessionale (IPE) è stata inserita nell’agenda di molte politiche governative con la motivazione principale di sviluppare capacità, competenze ed attitudini alla collaborazione interprofessionale (IPC) in ciò ispirandosi a quanto indicato da organizzazioni nazionali ed internazionali. In Italia ed in Svizzera si parla da tempo di questo tema e, sebbene vi siano state e esperienze di IPE in alcune delle Università che si occupano di formazione delle professioni sanitarie, riguardo alle modalità utilizzate per preparare gli studenti alla collaborazione interprofessionale la letteratura è scarsa. OBIETTIVI: Esplorare e comprendere il processo di preparazione all’IPC posto in essere dai tutor clinici e dagli studenti, delle diverse professioni coinvolte in esperienze di IPE. APPROCCIO DI RICERCA: Per rispondere alla domanda di ricerca “Quali processi vengono utilizzati dagli studenti e dai tutor clinici per sviluppare la collaborazione interprofessionale?” è stato utilizzato un approccio Grounded Theory costruttivista. Questo approccio ha permesso alla ricercatrice di entrare nel setting di ricerca, osservarlo dall’interno, raccogliere i dati da analizzare per definire una spiegazione teorica del processo studiato. METODO: In una università di scienze applicate della Svizzera italiana, sono stati coinvolti nello studio dieci studenti dei corsi Bachelor in cure infermieristiche, fisioterapia, ergoterapia e i tutor clinici che li hanno seguiti nel corso dell’ultimo stage (sesto semestre); nella selezione dei partecipanti sono state rispettati i criteri del campionamento teorico che, nel procedere, ha permesso di arrivare ad elaborare e confermare le caratteristiche delle categorie emergenti. Il processo di raccolta dati è avvenuto in una prima fase attraverso interviste semi-strutturate ai partecipanti e la consultazione di documentazione dell’università, nella seconda fase con interviste focalizzate, osservazioni partecipanti e consultazione di documentazione prodotta dai partecipanti. Il totale delle interviste, inizialmente stimato in un totale di 21, è stato di 17 nella prima fase e 6 nella seconda (totale 23); le due interviste aggiuntive sono state inserite al fine di raggiungere la saturazione teorica. Le osservazioni partecipanti condotte sono state 3 per un totale di 13 ore. L’analisi è stata condotta attraverso un processo di codifica: iniziale, focalizzata e teorica (Charmaz 2014) con l’uso del software Nvivo 10. Dalla codifica iniziale sono derivati 35 node, raggruppati in 15 macro categorie e 55 categorie nell’analisi focalizzata ed in 8 macro-categorie nell’analisi teorica. RISULTATI: Una teoria sostantiva “Praticare modelli contestuali di cura interprofessionale” è stata generata. Essa spiega come viene agita, in tutto il processo, l’interazione tra tutor e studente e, come insieme procedono per arrivare alla creazione di modelli di cura in team, legati al contesto in cui si trovano ed ai pazienti/famigliari che ne fanno parte. Questi modelli di cura verranno praticati al termine di tutto il percorso dal nuovo professionista (colui che ad inizio percorso era studente). La teoria è stata descritta come un viaggio: questa metafora, applicata alla relazione che si instaura e sviluppa fra studente e tutor aiuta a comprendere l’intensità di relazioni, comunicazioni, condivisioni che i due viaggiatori vivono e costruiscono insieme. La relazione tra studente e tutor è l’aspetto innovativo di questa teoria. Questa relazione, che si sviluppa tra studente e tutor e che si consolida, trasforma, struttura in modo diverso da diade a diade, ma che ha la costante del sostegno attraverso i diversi tipi di comunicazione (verbale e non verbale) e attraverso diverse modalità di strutturazione (individualizzate) è il fulcro attorno a cui si sviluppa e si esprime tutto il percorso. CONCLUSIONI: Questa teoria permette di comprendere il complesso processo posto in essere da studenti e tutor al fine di costruire un’identità professionale propria nello studente e per prepararlo alla collaborazione con altri professionisti. I concetti fondamentali che ne sono derivati riguardano: la modalità con cui viene costruita l’identità professionale ed il ruolo dello studente nel team, il rapporto che in tutto il percorso si sviluppa e consolida tra studente e tutor, il rapporto con pazienti e famigliari oltre che con gli altri professionisti; tutti concetti che si integrano nel processo di costruzione di modelli di cura da agire in team in quel determinato contesto.

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