Serravalle : piccole grandi storie medievali dell'Impero germanico nelle valli superiori del Ticino

Mobiglia, Massimo and Zanetti, Raffaela (1999) Serravalle : piccole grandi storie medievali dell'Impero germanico nelle valli superiori del Ticino. Mittelalter : Zeitschrift des Schweizerischen Burgenvereins, 1. pp. 2-15. ISSN 1420-6994

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Abstract

Trovandosi addossato al massiccio alpino il Ticino vive sulla soglia tra due culture e modi di vita. All’inizio di questo millennio, giocò un grosso ruolo nella divisione dei poteri. Da un lato c’era l’Impero germanico con i suoi vari Imperatori come pure i cantoni, mentre dall’altro c’era il Comune di Milano come pure il Capitolo del Duomo, che ci ricorda quanto potesse influire il potere religioso. Terra contesa è il termine che si può ben utilizzare per descrivere i secoli dal X al XIV. Il ticinese aveva bisogno di essere condotto, però necessitava anche di un grosso spazio personale per poter esercitare le proprie tradizioni. Questo ci fa capire per quale motivo si susseguirono con ritmo incessante diversi avogadri ed in seguito rettori, fino al punto della presa della propria indipendenza definitiva fondando la Repubblica del Canton Ticino, uno dei rari Cantoni svizzeri ad essere pure Repubblica. Il cammino è denso di battaglie, alcune delle quali sono scritte all’interno delle rovine del castello di Serravalle, nella Valle di Blenio, tema di una tesi di diploma al Politecnico di Zurigo per “Protezione dei Monumenti storici” degli architetti Raffaela Zanetti e Massimo Mobiglia. Il lavoro si basa sulla storia del castello nell’Europa, sul rilievo e sullo stato dell’opera, ed in fine su di una proposta progettuale per una valorizzazione dell’opera come pure per evitarne il deperimento fisico. Ripetiamo volentieri che portare una nuova funzione significa mantenere vivo tutto il suo contesto storico e culturale; infatti se il castello dovesse in futuro attirare maggiormente l'interesse su sè stesso grazie ad una particolare attività, non solo non scomparirebbe, ma renderebbe servigio alla divulgazione della storia e della cultura della regione. Riteniamo che in quest’ottica un teatro all’aria aperta sia l’ideale e che si inserisca ragionevolmente all’interno del ricetto. Si potranno rappresentare teatri, eseguire concerti, conferenze, ritrovi feste, ma sempre tutto con un carattere discreto: meglio poche persone conoscitrici che una frotta di buontemponi in quanto lo scopo è la vita non la morte definitiva del castello. Dal momento che abbiamo presentato la ricerca, si è riscontrato un risveglio delll’interesse nei confronti di questa struttura medievale. Lo stesso è successo in precedenza quel che riguarda i castelli di Giornico in Val Leventica, di Norantola e di Mesocco nella valle Mesolcina. Inoltre, come riportato dalla rivista alcuni mesi or sono, si è costituita la “Associazione degli amici del castello di Serravalle”, alla cui serata istitutiva abbiamo presenziato assieme alle Autorità e a rappresentanti dell’Ufficio dei Monumenti storici, portando un grosso contributo. Uno scopo che ci eravamo prefissi con la ricerca era divulgare la storia, in quanto è il primo impulso di vita. Per il prossimo anno verrà organizzata una conferenza pubblica, in cui verranno presentati i lati storici e architettonici del maniero.

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